La Laguna di Venezia, viaggiare sull'acqua
Laguna di Venezia

Snelli lembi di terra che dividono l'Adriatico da una superficie di acqua quasi statico.
Isolotti che affiorano dall'acqua salmastra, a volte spopolati e ricoperti di vegetazione, a volte con strutture da tempo abbandonate, altre volte ricche di splendidi ricordi di antichi splendori.
A esaltare tutto questo un ambiente naturale eccezionale, con da una parte Venezia, che appare in bilico fra acqua e cielo, e dall'altra la friulana Grado, che, al pari della città dei Dogi ebbe origine al tempo delle invasioni barbariche quando la laguna fu l'ultimo rifugio dagli Unni e dai Longobardi.

Quando si dice laguna si pensa Venezia che proprio da questa superficie di acqua dall'aspetto immobile ricava gran parte del proprio carisma.

Il ponte di Rialto che oltrepassa la via principale della città, la veduta sull'isola di San Giorgio Maggiore dalla piazzetta San Marco, la Giudecca vista dall'infilata delle Zattere, i silenzi illimitati dell'isola di San Pietro, hanno fatto il giro del mondo e richiamato nella laguna veneta tanti milioni turisti provenienti da ogni dove, spesso non intenzionati a rinunciare al vaporetto che attraversa il Canal Grande per scattare fotografie alle facciate gotiche, rinascimentali e barocche o alla gita alla solitaria e ovattata Torcello; ma anche intrigati allo scoprire che tutto qui ha avuto inizio con le invasioni barbariche e la necessità, per gli abitanti che vivevano nella vicina terraferma, di trovare un riparo affidabile.

La magia di questo angolo d'Italia a mezz'aria fra mare e cielo e dove sembra di muoversi sull'acqua si manifesta in tutta la sua forza solo se si esce al di fuori dei soliti percorsi turistici e allungando un pò la strada si giunge a Chioggia (una piccola Venezia), o a Jesolo (località turistica per definizione della Laguna veneta) o, un pò più a nord sulla laguna di Marano.

Un paesaggio essenziale e struggente

L'isola di Torcello vista dalla laguna


Gli elementi che compongono il paesaggio della laguna sono pochi e per quasi sempre semplici.
Principalmente l'acqua, non più quella salata dell'Adriatico ma neanche quella dolce dei fiumi che vi sfociano che un tempo erano più numerosi e che opere imponenti realizzate dalla città dei Dogi ne hanno deviato il corso per evitare che si impaludasse.
Poi i depositi di terra e la sabbia, plasmati dalle correnti e dall'uomo: il primo nucleo di Venezia era presso il ponte di Rialto, così detto perchè lì l'isola sporgeva maggiormente dalle acque.
E infine le maree, oggi temute, ma che un tempo avevano anche il compito di pulire e bonificare.
E' un peccato che oggi l'approccio alla laguna sia quasi sempre solo via terra, rinunciando a gran parte della sua magia e del suo fascino che un tempo aveva stupito chi commerciava con la Serenissima e che ha permesso di scrivere splendide pagine a tanti scrittori, un nome per tutti: Thomas Mann con il suo capolavoro Morte a Venezia.

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