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Monti della Laga
nelle provincie di Ascoli Piceno Rieti
L'Aquila e Teramo nei confini del Parco del Gran Sasso e dei Monti
della Laga ...un regno d'acqua con cascate create da una natura
spesso ancora intatta...
Di Marco Branchi |
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Una lunga serie di cascate dove meno te le aspetti, ovvero in
quel tratto dell'Appennino che si trova tra tre regioni, Marche,
Lazio e Abruzzo, a cavallo fra
le province di Ascoli Piceno, Rieti, L'Aquila e Teramo.
L'Appennino centrale solitamente si presenta aspro, calcareo e
con limitati corsi d'acqua. Invece i Monti della Laga
sono il regno dell'acqua: cascate, scivoli, sorgenti, fiumi e
torrenti accompagnano il cammino di chi percorre i suoi sentieri,
fra boschi sterminati e alte vette.
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Detto per inciso, i Monti della
Laga, oggi interamente compresi nel neonato Parco del
Gran Sasso e dei Monti della Laga, comprendono la cima
più alta del Lazio, il Monte Gorzano con
i suoi 2.455 metri e numerose vette che superano ampiamente i
duemila metri. La Laga, meno conosciuta e strombazzata di altre
zone d'Italia, ha un suo fascino tutto particolare, sia dal punto
di vista naturalistico e paesaggistico, sia per le attività
pastorali ancora presenti nell'area. E' difficile avere una veduta
d'insieme di questi monti senza averli girato in lungo e in largo,
anche per la diversità del territorio. Anche se la primavera,
allo sciogliersi delle nevi, è il momento migliore per
visitare questi luoghi con i corsi d'acqua, le cascate e gli scivoli
al massimo della loro portata, la magia dei Monti della
Laga è in grado di dare forti emozioni al visitatore
in tutte le stagioni, anche in quelle dove le condizioni ambientali
sono più dure. Per chi avesse tempo per soggiornare in
questi luoghi, una splendida idea è la scoperta delle maggiori
cascate della Laga. |
La Volpara
a Umito, le Barche, le Scalette, l'Ortanza
ad Amatrice, la Morricana al Ceppo, offrono emozioni
indimenticabile e d'inverno, quando gelano, sono palestra per
l'arrampicata su ghiaccio. |
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la fauna e la flora ...
In queste montagne a bassa densità abitativa, vive una
numerosa fauna selvatica, di grande interesse se consideriamo
che qui vive il lupo appenninico e l'Orso
bruno marsicano lascia spesso tracce del suo passaggio.
A primavera la Laga si riempie di tantissime specie di orchidee
selvatiche e di numerose altre fioriture spontanee.
da visitare ...
L'itinerario che proponiamo ci porta alla scoperta delle Cascate
della Volpara, partendo da Umito, una
piccola frazione del Comune di Acquasanta (AP).
In tutto 3 ore e mezzo di cammino con un dislivello complessivo
di circa 700 metri, camminata non faticosa e che offre scenari
bellissimi. |
Arrivati in auto
ad Umito (650 m.) ci si può rifornire d'acqua alla fontana
prima del sentiero, quindi dalla Chiesa si prende la strada sterrata
che costeggiando il Fosso della Montagna in un
chilometro circa porta ad un ponte. |
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A questo
punto si entra in un bel bosco di castagno, pieno di funghi in
autunno e, se non si ha troppa fretta di arrivare al termine del
sentiero, ci si può dedicare al riconoscimento delle numerose
specie vegetali presenti, soprattutto orchidee spontanee.
Si scende leggermente e si arriva al Rio della Prata,
facilmente guadabile. A questo punto è d'obbligo una deviazione
costeggiando il Rio e guidati dal frastuono dell'acqua si giunge
dopo un quarto d'ora alla spettacolare cascata delle Prata,
che offre un ottimo assaggio di quello che ci riserva l'itinerario.
Tornati sul sentiero principale si arriva ad un piccolo rifugio,
utile in caso di pioggia, costruito vicino ad una sorgente. Da
qui inizia forse il tratto più bello, fra felci, fioriture
selvatiche, muschi, ci si addentra nella faggeta. Lungo il percorso
si trova una grotta in cui si notano i resti di un antico forno
in muratura usato dai pastori, quindi in lieve discesa si supera
un piccolo torrente arrivando al fiume che scorre impetuoso su
grandi lastroni di arenaria, formando i caratteristici scivoli
della Volpara. Il sentiero ora risale tra la vegetazione,
a tratti molto fitta, e arrivati ad una piccola sella, ci trova
di fronte lo spettacolo della Cascata. A questo punto con un piccolo
tratto si giunge alla base della Volpara, ma per i più
avventurosi, con ripida salita fuori sentiero si costeggiano gli
altri salti della cascata. Il rientro alla base, si compie agevolmente
in circa un'ora e quarantacinque minuti.
Liberamente tratto da
www.arcobaleno.net
che si ringrazia per la gentile collaborazione.
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