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La Val Fondillo nel Parco Nazionale d' Abruzzo
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...Anche se molto conosciuta
e frequentata, soprattutto nei giorni festivi e nel periodo estivo,
la Valfondillo è pur sempre una delle più belle
e affascinanti valli del Parco Nazionale d'Abruzzo.
Di una bellezza particolare, fresca e ricca di acque limpide (frequentate
da trote e da Merli acquaioli), si può visitare e percorrere
in ogni stagione, offrendo al visitatore il suo splendore in ogni
momento dell'anno...
Di Marco Branchi
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| Se la primavera, con il verde novello degli
alberi che riprendono a vegetare dopo il rigido inverno e le splendide
fioriture che la puntellano sono un ottimo invito alla visita,
l'estate offre ricchezza d'acqua e ombra nelle sue magnifiche
faggete. E se l 'autunno, con la sua fantastica esplosione di
colori offre uno spettacolo indimenticabile, percorrere la Valfondillo
dopo una abbondante nevicata invernale, sia a piedi sia con gli
sci da fondo, è un'emozione da non perdere. Insomma: è
un vera e propria valle per "ogni stagione". |
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l' itinerario ...
L'itinerario che proponiamo, partendo dalla vecchia segheria di
Opi, sulla S.S. Marsicana (1.084 metri slm) conduce
in tre ore circa, con un dislivello di quasi 1200 metri, al Passaggio
dell'Orso.
Si prende l'evidente stradina che costeggia il torrente
Fondillo (a sinistra ci sono le sorgenti per rifornirsi
d'acqua fresca), e dopo una quindicina di minuti si arriva alla
Grotta Fondello. Qui, con un ponticello di legno,
inizia l'itinerario che sale al Monte Amaro e
che in circa due ore offre la possibilità di incontrare
il branco di camosci meno confidenti del Parco Nazionale. |
Lasciando a sinistra
il ponticello, si prosegue sempre lungo la strada principale percorrendo
tutta la parte bassa della Valle, giungendo in una radura dove
c'è un rifugio in pietra (Grotta Sfranatara, 1.201
metri slm). |
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A
poca distanza dal rifugio, sul sentiero che va a destra, c'è
un fontanile con una sorgente d'acqua. Questa radura può
anche essere considerata come meta finale di una passeggiata tranquilla,
dove è possibile sostare e godere la spettacolare faggeta
che circonda il luogo. |
Diversi corsi d'acqua
puntellano la zona, nel cielo è facile avvistare rapaci,
la Poiana è il più comune, meno
facile è avvistare l'Aquila reale, pur
presente. I boschi circostanti sono ricchi di fioriture: Aquilegie,
Gigli martagoni e orchidee in primavera; innumerevoli, ma protetti
severamente dalla raccolta, i funghi dalla fine dell'estate all'autunno
inoltrato. Una aggiunta di emozioni alla bellezza del luogo: le
faggete sono frequentate dal misterioso ed elusivo Orso
Bruno Marsicano. |
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| Niente paura, è ormai
assodato che non gradisce né la presenza, né l'odore
degli esseri umani, e quindi non ha nessuna intenzione di farsi
notare. Tornando all'itinerario, per proseguire verso il Passaggio
dell'Orso bisogna imboccare il sentiero che piega a sinistra. Il
sentiero a questo punto diventa un po’ ripido ed entra in
un bosco di abeti. |
La strada diventa
sempre più ripida e si snoda all'interno di una fitta faggeta.
uccessivamente la sterrata continua sulla destra, ma la si deve
abbandonare per prendere il sentiero che piega sulla sinistra
e in poco tempo, attraverso il bosco, si arriva al Passaggio
dell'Orso. Questo valico, utilizzato per secoli dai pastori
per raggiungere il Lazio, è da lunghissimo tempo percorso
dai pellegrini che da Pescasseroli e da Opi
si recano al famoso Santuario della Madonna di Canneto,
nella Valle omonima. |
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Una raccomandazione, consueta ogni volta che si percorre un sentiero
in un Parco Nazionale, ma importante specie in
zone come questa, delicate dal punto di vista dell'equilibrio naturale:
mai abbandonare i sentieri segnati, attraversarli in silenzio, non
raccogliere niente per lasciare anche ad altri visitatori la possibilità
di ammirare quello che voi avete visto, riportare con sé
avanzi di pranzi e immondizia varia.
Liberamente tratto da
www.arcobaleno.net
che si ringrazia per la gentile collaborazione.
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